mercoledì 7 ottobre 2009

Vita da prof... se nascessimo imparati...


E alla fine anche per quest'anno l'ho quasi spuntata... quasi no... l'ho spuntata! E sono ancora e di nuovo prof. (Ma non vuol dire che non sono più incazzata per tagli e ingiustizie che si stanno compiendo nel mondo della scuola) L'unica cosa che so essere e che mi faccia stare davvero bene (a parte la gran burocrazia che c'è a scuola: tanto inutile lavoro in più per gli stessi identici risultati). Quando ci penso ricordo i primi giorni, quando uscendo dal lavoro dovevo avere sulla faccia un sorriso da scema tanto era largo, ma ero felice e ora sono felice.
L'unica cosa che mi rattrista un po' è il fatto di non aver fissato per scritto piccoli momenti di vita scolastica più o meno teneri, divertenti o duri da digerire. Forse non volevo copiare la collega che lo fa da anni in un suo blog e che ha anche pubblicato un libro.

Un momento che ricordo ancora è quando facevo ripetere un dialogo a una seconda media (la mitica II D) e dopo pochissimi secondi mi sono accorta che i ragazzi ripetevano per inerzia. Mi sono interrotta e con lo stesso tono di voce ho detto "Capre!" e tutti a ripetere "Capre!" senza accorgersi di cosa stavano dicendo. Tutti tranne M. che non ha ripetuto e con cui ho avuto un incrocio di sguardi divertito. Il resto della classe si è reso conto dell'esclamazione mezzo minuto dopo, qualcuno era rimasto spiazzato, altri si erano messi a ridere.
Non mi dimenticherò mai di un ragazzino pestifero che non mi voleva e che mi ha fatto girare l'anima per quasi tutto l'anno e quando ho dovuto forzatamente allontanarmi non voleva mandarmi più via. Non mi dimenticherò mai di quella ragazza, I., che era tutto studio (lo è ancora..!), adorava Scamarcio (e io manco sapevo chi era, avevo occhi interrogativi quando il suo compagno la prendeva in giro per questo e io dicevo "e chi è uno con un nome così? Marcio?"), e un giorno prendendoci in giro a vicenda mi ha detto con naturalezza "Beh, allora lei è una pantegana!" Dopo quella volta erano tutti le mie panteganine adorate... e anche un po' bacchettate!

Questi sono ricordi che non dimentico, ne ho altri ma ora non è il caso di parlarne anche perchè volevo appuntare su questo blog il volto di un ragazzino che ho appena conosciuto. Ovviamente non voglio fare nomi, al massimo le iniziali.
Entro nella nuova scuola e conosco una nuova classe, una prima che ha elementi che provano nostalgia per la scuola elementare. Sono tutti sorridenti e li guardo mentre riflettono con occhi interrogativi nel vuoto davanti alla domanda "che cosa sapete della Francia?"
Qualcuno mi dice delle parole che conosce, qualcun'altro mi dice altre cose che sa ma la prima vocina, la più svelta è quella di un ragazzino che con calma mi dice "Parigi è la capitale". Bravissimo!
Bene, passiamo a dire che il francese è una lingua neolatina, che non è facile come l'inglese perchè ha tanta grammatica e verbi ma che si capisce abbastanza bene anche per assonanza sia con l'italiano che con il dialetto. Passiamo a fare qualche esempio, tanto per solleticare interesse e curiosità dei ragazzi. Uno pensa che è normale non sapere ancora, se bisogna andare a scuola un motivo c'è. Dopo pochi minuti un incanto si spegne e il ragazzo della capitale alza leggermente gli occhi e mugugnando dice qualcosa che non capisco, scusandomi gli chiedo di ripetere e lui a testa bassa e occhi puntati nel profondo verde del banco mi dice quasi con vergogna:" Scusi prof ma io il francese non lo conosco ancora!" ... era solo il primo giorno.

sabato 3 ottobre 2009

come gli opossum...

Ve li ricordate? Sono gli opossum dell'Era glaciale 2 da poco passato in tv.
Vi ricordate quando Ellie, l'opossum mammut, vede un rapace nel cielo e ordina di fingere di essere già morti per non essere mangiati?
Ho visto questo film e quella scena mi è rimasta impressa perchè il giorno seguente ho visto una cosa simile dal vivo.
Da circa un mese stavo lottando per eliminare un topino che mi era entrato in casa. Diciamo che se riesco non amo farli fuori, preferisco cacciarli fuori. Non riesco nemmeno ad arabbiarmi se mi fanno danni... sono topi.
Beh, il furbetto ha girato per casa per un bel po', mi ha fatto buttare via un sacco di roba, ho rilavato tutta la biancheria che tengo nel cassone sotto il divano perchè si nascondeva lì a mangiare. Quando ho avuto la certezza che era finito in dispensa l'ho chiuso dentro, togliendo tutto ciò che c'era di commestibile. Una notte era così disperato che ha rosicchiato il fondo della porta, per fortuna non è un gran danno, voleva uscire poveretto. L'ho tenuto chiuso parecchio, senza cibo, doveva per forza entrare nella gabbietta o finire schiacciato nella trappola. O in prigione o il suicidio, poteva scegliere!
Nella gabbietta ci entrava ma non faceva abbastanza forza per far scattare il meccanismo e così alla fine mangiava tranquillo e indisturbato. La trappola manco la guardava.
La mattina seguente il film entro in dispensa e vedo se è successo qualcosa.
"Oddio, sto deficiente ha scelto il suicidio e ci è rimasto!" La coda spuntava fuori da una fessura.
Prendo la trappolina e uscendo da casa la apro appena appena pensando all'orrore che vi avrei trovato. E invece il povero topino era cosi piccino che era rimasto intrappolato ma fortunatamente vivo e illeso. Non avevo guanti per acchiapparlo con le mani e d'istinto lascio chiudere la trappola quel che basta perchè non scappi e perchè non si faccia male. Esco correndo e lo libero al di là della strada.
Sono contenta che non sia finito in bocca al cane (ottimo cacciatore di topi) o al gatto e che fosse ancora vivo. I topi in casa sono un problema ma a me non fanno nè schifo nè paura, anzi... Poi la bestiola, oltre ad aver diritto al riconoscimento di una certa intelligenza (tutto sommato è stato furbo), aveva anche un musino molto simpatico; mi piaceva.
Una volta uscito dalla trappola volevo assicurarmi che stesse bene. In effetti non dava segni preoccupanti ma ha fatto gli stessi gesti che avevo visto nel film, mi ha fatto sorridere e per questo volevo parlarne... prima sta a quattro zampe tranquillo, poi a panza all'aria tutto scomposto faceva il morto tra l'edera e poi, forse, visto lo scampato pericolo, un balzo per mettersi in piedi, qualche passo e via saltando di corsa verso la libertà.
Mi ha fatto sorridere e di buon umore non mi è rimasto altro che augurare :" Buona fortuna, topino!"

giovedì 1 ottobre 2009

Le piccole pesti

In questa landa desolata una delle piccole gioie che tengo in serbo per me sono le mie piccole pesti. Di avere dei figli per il momento non se ne parla quindi necessariamente quando dico piccole pesti parlo di gerbilli, gatto e coniglio.
Di loro ho tanto da dire, per il momento mi limito a presentarli.

Sam è con me da ormai più di 13 anni, è un gatto che viene dal paesello, ha condiviso con me tutti i miei umori e buona parte della mia vita. Tra tutti è l'unica peste "normale", i gatti sono molto diffusi nelle case.
C'è chi li preferisce perchè indipendenti ma allo stesso tempo riconoscenti e affettuosi e chi ancora oggi crede che un gatto dia affetto in modo interessato, tu mi dai da mangiare, io ti faccio le fusa... Di questo sicuramente tornerò ancora a parlare, in generale queste cose mi infastidiscono perchè basate su luoghi comuni.
Ma se vogliamo parlare di luoghi comuni posso passare a presentarvi Emile, Rémy, Bacci, Ben & Pippo. Molti dicono di non poterli manco guardare perchè sono topi, altri dicono che portano malattie e altre fesserie, i veterinari sono gli unici che li chiamano criceti poichè fanno parte della famiglia di questi animali anche se sono semplicemente gerbilli.
Sono cinque e comincerò con il presentare la prima famiglia. Avendoli presi a rate non sono riuscita a unirli in un unico clan (ormai erano troppo grandi), quindi comincio da chi è arrivato per primo.

Dopo Sam mai più mi sarei aspettata di avere altri animali, invece cinque anni fa ho adottato Bratiska che però ha scelto come mamma mia madre... e mai più mi sarei aspettata di avere degli animaletti come i gerbilli. Mai più dopo il criceto che avevo da piccola e di cui mamma si è sbarazzata in un modo che le rimprovero ancora adesso...
Dovevo semplicemente comprare dei piatti da mettere sotto le mie balconiere, entro nel negozio e vedo che tiene anche animali... "Qui ci sono i pappagallini, i coniglietti, questi sono topolini domestici e questi sono... gerbilli della mongolia... che nome "gerbilli" sembra il nome di una pianta". E mentre facevo questi pensieri un gerbillino bianco sembra cercare di avvicinarsi a me, guardandomi con curiosità si alza in piedi su due zampe e sembra volermi dire qualcosa. Penso questo e nel frattempo mi viene la folle idea di portarmelo a casa.
Rientro e passo un sacco di tempo su internet a cercare notizie e piano piano mi convinco ulteriormente... ero già innamorata!
Il giorno dopo mi procuro tutto il necessario e vado a prendermi i miei billi.
Essendo molto affezionata al film Ratatouille (in una scuola mi ero guadagnata quel soprannome), vedendo una qualche somiglianza nei colori decido di chiamarli Emile (quello nocciola con la panza bianca), timido e tenerissimo, e Rémy (il bianco) curioso e casinaro. Era il 16 aprile 2009.
Dopo due mesi circa comincio a pensare che sarebbe bello se avessero qualche compagno in più con cui poter fare ancora più casino insieme e mi metto alla ricerca di altri maschietti. Trovo un annuncio, vicino a Busalla regalano dei gerbilli neri e bianchi e neri (in pratica slate, come si dice in gergo). Vado a prenderli e mi porto a casa due maschi e inconsapevolmente una femmina che avevo confuso perchè uguale e identica a un maschietto. Il fatto che fossero tutti separati è importante ma ne parlerò altrove...
Il giorno dopo torno e scambio la femmina (gli altri erano già fuori di testa) e prendo un maschietto. Questa è l'altra famiglia...


Ben, quando l'ho portato a casa era una scheggia, non stava fermo un momento e rodeva tutto... anche le mie dita!
Bacci o Baciccia, è il più tenerone di tutti.
Pippo, dapprima una mummia poi un vero ciclone.

L'ultimo arrivo a casa è stato quello di Monet, il nome l'ho cambiato io cercando di mantenere il suo vecchio nome Gianni ma alla fine Monet è quello che mi piace di più e quindi lo chiamo così.
Con lui sono partita decisa, l'ho visto, ho sentito che era passato in più mani e non mi sembrava felice. Troppo bello per lasciarlo dov'era, con quegli occhioni blu...Per lo meno con me può uscire libero per casa e poi lo imbrago tutto nella sua pettorina e lo porto a mangiare l'erba medica nel suo campo. A parte piccoli dispetti non credo potessi avere coniglietto migliore.




Allo zoo mancano ancora uno o due ratti norvegesi ma confido che un giorno o l'altro arriveranno!


mercoledì 30 settembre 2009

ex...?

Non mi sento così vecchia da poter dire che sono un'ex insegnante. Non sono nemmeno così stanca da poter pensare che tanti anni (?) mi hanno spremuta come un limone e che non ho più nulla da dare a degli adolescenti. Eppure devo pensare di essere ex, pronta per la rottamazione.
Avevo un lavoro più o meno garantito, ero precaria come altre mie colleghe che ora sono passate a tempo indeterminato. Avevo un lavoro di merda e per questo, visto che la richiesta era tanta, ho deciso di andarmene e cercare la felicità dietro ad una cattedra. Precaria ma felice.
Non abilitata e da abilitare... "sarà dura ma farò due anni di ssis" mi dicevo pensando a quella scuola dove il fatto di non essere abilitata dava il diritto a preside, molti colleghi e alcuni genitori di trattarmi come appestata e di farmi letteralmente disperare.
Archivio quell'esperienza e prego di passare la selezione ssis e di avere poche ore in una qualche scuola così da poter avere un minimo di "paghetta" e da poter studiare.
Le poche ore arrivano ed è comunque un'esperienza bellissima ma la ssis no. Emesso il decreto per i posti disponibili, la nostra cara ministra chiude la scuola rimandando ogni decisione al futuro. Ci saranno altri percorsi abilitanti. Ad oggi sono un'idea un po' più precisa ma ancora solo un'idea. Un'idea con disparità di trattamento, è prevista infatti una doppia selezione dietro il requisito dell'esperienza, mentre i colleghi che avevano fatto lo stesso corso anni non hanno affrontato nessuna selezione.
Dopo la chiusura della ssis i nostri governanti sono andati avanti con i tagli e taglia di qua taglia di là vuoi vedere che ora non sono manco più precaria?
Settembre è, da quando faccio questo lavoro, il mese più duro. Finisce l'estate e comincia l'ansia e il nervosismo. "Mi chiameranno? Sarò convocata? Avrò il posto?" Sono le domande che mi tormentano e messe insieme a nodi alla gola e ansia non mi lasciano vivere.
Con l'ultimo decreto poi credo di essermi tranquillizzata, ma non più di tanto. Se dovessi darci un titolo potrebbe essere "Lasciate ogni speranza, o voi che entrate!"
Ho lavorato, come si dice, da terza fascia per tre anni e come mi hanno dimostrato in quella scuola dove mi disperavo... non conto nulla. E con me la miriade di altri colleghi sparsi in tutta Italia.
Quest'anno chiameranno tutti i Prof che non hanno avuto un posto, tutti i Prof che vengono da fuori (possono scegliere di lavorare in tre provincie) e chi sarà lasciato a casa avrà dirittto a punteggio, lavoro in caso di bisogno a scuola e stipendio. E io? e noi? Noi prof saremo sorpassati da tutti questi, ci daranno la disoccupazione inps finchè non scadrà ma non avremo diritto a nulla se non ad un vero e doloroso calcio in culo.
La graduatoria a cui appartengo verrà chiusa tra due anni si dice, in realtà già ora è come se non esistesse più.
Cosa farò ora?
Non lo so... molta gente quando parlo di queste cose si stupisce e ci resta malissimo quando dico il resto.
"Ma con la tua laurea e le lingue dovrebbe essere facile..."
Facile cosa? Impresa pulizie? Supermercato? No, grazie. Lei è laureata ed ha un profilo troppo alto per noi.
Impiegata? Ah, bene due lingue, informatica... conosce il tal programma per le aziende? Contabilità? Vedo che a 33 anni non ha ancora fatto 1o anni di esperienza nella posizione...
Ci sarà sicuramente altro.... e così il mio benedetto CV non viene preso minimamente in considerazione.
Ci avevano detto che potevamo riciclarci...non mi sembra, e la rottamazione?

La speranza è l'ultima a morire, aspetterò ancora...

martedì 29 settembre 2009

Tanto per cominciare...

Non so cosa mi ha spinto ad aprire un blog, forse lo stesso impulso di molti altri che lo hanno fatto prima di me o forse perchè ho sempilcemente voglia di parlare di me, di registrare quello che succede intorno e forse perchè mi sono stufata di entrare su facebook per comunicare... Questa parola riferita a fb mi fa riflettere perchè in effetti là dentro non ho molta voglia di comunicare, preferisco entrarci per giocare, fare test e scrivere due cavolate che restano sempre due cavolate e non vanno mai a fondo; un saluto o un pensiero agli amici che però presto si perdono nel mucchio di quelli che non sentivi mai prima di iscriverti, che una volta ritrovati continui a non sentire e che sono dispersi tra molti che nemmeno conosci.
Ho provato a scrivere qualche nota ma alla fine forse ne sono un po' pentita... meglio un blog vero e proprio... provo e vedo che succede, chi ha voglia di leggere, leggerà e chi avrà voglia di commentare, commenterà.
Vista l'ora tarda posso solo augurare la buona notte; l'augurio di buona lettura sarà per domani! :)
Ste